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By Diego Forti from Autosprint (1991)
CITTÀ DEL MESSICO - Gara bellissima e un mondiale dato ormai per chiuso che si riapre: ecco come merita di essere ricordato il Gran Premio del Messico 1991. La corsa sull'autodromo dedicato ai fratelli Rodriguez ha restituito agli appassionati una cosa importantissima: l'interesse. E il merito di aver rigenerato la stagione deve essere ascritto al duo Williams. Alla fine Riccardo «cuore di leone» Patrese è riuscito ad avere la meglio su un altro leone, Nigel Mansell, veloce come solo lui sa essere, ma meno abile dell'italiano a gestire la corsa. Mai, nell'arco di tutto il Gp c'è stato il tempo di annoiarsi: sorpassi, emozioni e un inseguimento al cardiopalmo hanno veramente tenuto tutti, appassionati e non, con il fiato sospeso. Ayrton Senna si è messo in vista solo nei giri iniziali, soprattutto per la durezza con cui ha tenuto all'esterno Alesi subito dopo il via, poi è scomparso nel limbo di un terzo posto che probabilmente gli tornerà utile nella corsa all'iride, ma che non verrà certo ricordato come una delle sue prestazioni migliori. Questa volta il Messico non ha invece portato bene alle Ferrari. L'anno scorso era arrivata una dopietta che aveva scacciato molte delle nubi addensatesi sulla testa degli uomini del Cavallino. Quest'anno, invece, il cielo già scuro è diventato plumbeo: la 642, oltre che non brillantissima, è ora divenuta anche scarsamente affidabile. Doppio ritiro in Canada per guai meccanici, doppio stop in Messico per altri guai di varia natura. La fragilità che la monoposto attuale sta evidenziando sembra cancellare la volontà de ritardare il debutto della 643: un'ipotesi che nel week-end messicano era stata ventilata - ne leggete in altra parte - ma che nel dopo gara sembrava ormai essere un non senso. Non c'è infatti ragione di ritardare la messa in pista della nuova monoposto preoccupati della sua non garantita affidabilità quando anche la vecchia vettura non è certo un campione di solidità. Ora sembrano pensarlo anche in Ferrari e non è escluso che già nel corso di questa settimana si possa veder in pista la 643, prima a Fiorano e poi magari a Imola. In ogni caso, che anche oggettivi ritardi costruttivi dovessero mettere in crisi la volontà di stringere i tempi, verrà fatto di tutto per essere pronti per i test di Silverstone dal 24 al 26 giugno. Tuttavia è inutile illudersi che tutti i guai abbiano una origine tecnica. La prima cosa che la Ferrari deve trovare è la serenità di rapporti al suo interno. Se tra Fiorio e Prost c'era una incompatibilità giudicata dannosa, il sospetto è che le cose non siano migliorate molto anche con l'arrivo di uomini nuovi. La tensione all'interno della Ferrari si avverte anche solo passando davanti ai box e si riflette persino sulla serenità di Alesi sempre più nervoso tanto da «sbranarsi» con il suo ingegnere di pista, salvo poi esprimersi su livelli di eccellenza nella gara domenicale, quando, finalmente alla guida di una vettura da lui giudicata soddisfacente, ha dimostrato, prima del guasto al pedale della frizione, di essere un pilota di qualità e temperamento. SENNA. Dalla trasferta centroamericana, in ogni caso, Senna torna piuttosto malconcio. Botta memorabile per lui nelle prove cronometrate del venerdì e una gara, come detto, in difesa, con soprattutto un vantaggio nella classifica del mondiale sensibilmente ridimensionato. Strano (ma vero) che la Mc Laren-Honda abbia perso l'aura di imbattibilità, palesando carenze e... rotture a ripetizione (vedi Berger) dopo la notizia data su Autosprint di quel ricircolo dell'olio sospetto...Ventiquattro punti di vantaggio, per carità, sono ancora tantissimi, ma la gara che Patrese ha saputo portare a termine legittima la speranza che possa esserci un recupero. Per come sono andate le Williams in Messico, ipotizzare nelle prossime gare delle doppiette del team anglo-francese è legittimo. Tuttavia c'è un tario che alla fine potrebbe danneggiare in maniera grave l'efficienza della squadra: l'ansia che travaglia Mansell, a cui si deve aggiungere la spaccatura che appare ogni giorno più evidente fra la componente inglese della Williams e quella francese (gli uomini Renault). Questi ultimi sono tutti dalla parte di Patrese, mentre gli altri dimostrano una aperta simpatia per Mansell. La prova più evidente la si è avuta proprio nel momento del trionfo all'arrivo del Gp. Niente bandiera sventolante per il nostro Riccardo e applausi moderati da parte dello staff anglofono della squadra, mentre gli uomini della regie saltavano come matti per festeggiare il trionfo di un pilota che in questi anni ha veramente dato tanto. Insomma spaccatura c'è, e alla fine potrebbe rivelarsi fatale nella rincorsa a Senna. DUELLO. Una nota a parte merita il grande duello di cui si sono resi protagonisti Patrese e Mansell. Nella parte iniziale della corsa Riccardo, dopo aver dovuto subire un attacco molto aggressivo da parte del suo compagno di squadra, ed essere scivolato sino alla quarta piazza, si è prodotto in una gara da manuale. Momento più bello della super performance di Patrese il sorpasso effettuato ai danni di Mansell alla quindicesima tornata. Da quel momento in poi il padovano è stato un mostro di regolarità. Per contro Nigel, decisamente criticabile nel suo voler duellare all'ultimo sangue con un compagno di team inizialmente molto più veloce, a partire dal 37. giro ha fatto veramente spettacolo, arrivando a girare più velocemente che in qualifica. Mansell è stato veramente incredibile nella sequenza di giri veloci inanellati nel tentativo di recuperare Patrese, ma si deve riconoscere che il nostro portacolori non è stato da meno ribattendo colpo su colpo senza però rischiare mai di compromettere quando di buono fatto sino a quel momento. Patrese quindi sugli scudi, Mansell ancora una volta incredibile funambolo, ma un bravo questa volta lo merita anche Alesi. Un applauso poi a De Cesaris, a tratti velocissimo, che alla fine ha rischiato di veder vanificare tutta la sua fatica per essersi messo a spingere (su suggerimento del suo team manager) la vettura ammutolita a corsa ormai conclusa e a piazzamento già ottenuto. Una tirata di orecchie se la sono invece meritata gli alfieri Pirelli, incappati in una giornata decisamente «no» nella scelta delle coperture. Solo Moreno è riuscito a entrare in zona punti, costretto comunque a fermarsi per un cambio di gomme.
© Autosprint - Article
added in August 8 2004 |