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Esattamente 10 anni fa, il 25 ottobre 1992, nel mondo dei motori si registrò l'ultimo successo di un pilota italiano, Riccardo Patrese: poi il vuoto...

Probabilmente i tifosi si accontentano di sentire l'inno di Mameli ad ogni vittoria Ferrari, ma certamente si rimane con l'amaro in bocca pensando che ciò non è mai avvenuto perchè sul podio sia salito un pilota italiano: ben lontani sono infatti i risultati ottenuti anche quest'anno da Giancarlo Fisichella e Jarno Trulli, esponenti di casa nostra in Formula 1.

E oggi più mai: il 25 ottobre di 10 anni fa infatti il mondo intero vide per l'ultima volta un pilota italiano salire sul gradino più alto del podio a Suzuka, Riccardo Patrese. 'È davvero un triste primato, del quale farei volentieri a meno' ammette con sincerità l'ex pilota padovano 'Ricordo di quella domenica una gioia mitigata dalla consapevolezza di dover lasciare una squadra eccezionale. Loro avevano ingaggiato Alain Prost, che avrebbe dovuto correre accanto a Mansell e per me non c'era più spazio per cui già nella tarda estate avevo firmato con la Benetton'.

Riccardo cerca di analizzare la situazione e pensa che molto dipenda proprio dai manager, forse troppo tesi ad avere un rapporo esclusivamente professionale con i loro piloti: diverso il caso ad esempio di Ron Dennis che si tiene stretto David Coulthard nonostante gli scarsi risultati, perchè in grado di valutare altri aspetti, come la capacità di stimolare il team. Da non sottovalutare poi il tipo di vettuta che viene affidata: 'Un pilota potenzialmente campione del mondo, come potrebbero essere Fisichella e Trulli, vanno poi valutati quando hanno davvero tra le mani una vettura vincente, perchè posso assicurare che la pressione che si prova quando uno corre per arrivare a punti è ben differente da quando si parte con l'obiettivo di vincere i gran premi'.

Spunta poi il nome di Giorgio Pantano, anche lui padovano, che, pur essendo arrivato secondo in F3000 alle spalle del Campione 2002 Bourdais, passa inosservato al mondo della classe regina: 'Giorgio è veloce, ma pure per lui sarà dura. Non tutti hanno la fortuna di Raikkonen...ci vuole l'aiuto di qualcuno e poi, una volta messo piede in F1, bisogna ripartire da zero'. e aggiunge 'Dietro a questi tre piloti io vedo soltanto il deserto, non ci sono talenti e la Csai cosa fa?'

© Libero - Article added in May 30 2003