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From Autosprint (1981)

(Article provided by Michel Sterrenberg)
 

«MINI-PROVA» DI PATRESE CON LA ARROWS

F1 al Mugello? Campa cavallo!

Dopo la presentazione del programma di sviluppo, i dirigenti dell'Autodromo del Mugello hanno invitato la squadra Arrows-Ragno per avere da Riccardo Patrese un riscontro sulla possibilità di far svolgere sul circuito toscano un gran premio di F1. Nel comunicato dell'ufficio stampa che annunciava questa seduta di prove cronometrate si leggeva che le stesse sarebbero state altamente positive e produttive per l'autodromo internazionale del Mugello nell'ipotesi, oggi non lontana, di alternanza con Monza e Imola per il GP d'Italia o per un eventuale GP di Svizzera.

Le cose, purtroppo per il «Mugello», non sono andate come gli organizzatori pensavano. Anzitutto, la prova sarebbe dovuta durare due giorni, ridotti poi ad un giorno, infine a tre ore, dalle 10 alle 13 di lunedì scorso. Il primo ad arrivare è Daniele Audetto, p.r. della Ragno, il quale mette subito in chiaro che la Arrows è venuta a Mugello per fare un piacere ai dirigenti fiorentini ed in modo particolare a Cattini. L'arrivo di Patrese è previsto per le ore 10, ma il pilota padovano giunge in netto ritardo, iniziando le prove solamente alle 11:30. Due giri di pista con la vettura di scorta, che non andrà in Spagna e con le gomme che hanno già girato a Montecarlo, poi sosta per cambiare i rapporti al cambio, troppo corti per il tracciato toscano. Inoltre Patrese è sceso in pista con il limitatore dei giri inserito, con conseguenti numerosi vuoti nelle curvette veloci del Mugello.

Dopo aver cambiato i rapporti, Riccardo riprende e fa registrare subito il record ufficioso: 1'42"7(nelle recenti prove dell'Europeo F2, Boutsen, con la March-BMW, aveva girato in 1'42"82).

Sempre più numeroso, intanto, il pubblico sopra la terrazza dei box, attentissimo al lavoro del team Arrows: c'è forse più gente adesso che non alla gara dell'endurance piloti. Ancora due giri di Riccardo, quindi sosta per la colazione, con rammarico del pubblico che ha sfidato il caldo afoso, portandosi dietro un panino, per seguire la prova di Patrese. Audetto, rivolto verso la terrazza, placa la folla promettendo che le prove riprenderanno quanto prima. La gente peraltro, si è già resa ampiamente conto che, infondo, la Arrows è venuta al Mugello senza grossi impegni. Un furgone; abbastanza piccolo per la F1, con due sole serie di molle degli ammortizzatori come ricambi. Chi ha buona memoria non ha difficoltà a fare i debiti confronti con il 1976, quando la Ferrari arrivò al Mugello con un «Tir» pieno di motori di ricambio e con tutta l'attrezzatura necessaria.

Dopo l'intervallo, ecco che, con grande delusione del pubblico, alla guida della vettura di Patrese siede un giornalista per un prova. Pienamente lecita, per carità(anzi, magari fosse stata concessa a no!!) ma forse era più opportuno riservala ad oltre occasioni, sia per lasciare a Patrese la possibilità di effettuare una seduta più intensa e approfondire il giudizio sull'autodromo, sia perché il pubblico aveva pagato regolare biglietto d'ingresso per vedere girare il padovano.

Alle 15:30 Patrese sale di nuovo sulla vettura mentre Audetto e Alan Rees se ne vanno fra le proteste di chi ha aspettato tutti il giorno per vedere, in definitiva, solo 10 giri di Patrese. Riccardo, comunque, in soli 4 giri, abbassa il record a 1'41"17(oltre 185km/h di media).

Al termine della «minisessione» abbiamo voluto sentire il giudizio del corridore padovano, che conosce molto bene l'autodromo del Mugello per avervi gareggiato sia con la F2, sia con la Lancia Beta Montecarlo turbo. Nel rivorgegli le domande cerchiamo di interpretare il pensiero del pubblico, rimasto come abbiamo detto un po' deluso: a qualcuno è sembrato che Patrese sia venuto in Toscana per una scampagnata con i genitori.

«Certamente - ammette Riccardo - questa non può considerarsi una prova attendibile, anche perché si è svolta in momenti e tempi che non ci permettevano di fare altrimenti. Mi spiace, ho girato poco, ma sono ugualmente contento per quello che mi hanno detto dalla terrazza: sono il primo, dopo tanto tempo, a cercare di dare all'Italia una vittoria in F1. Adesso, che faccio finalmente parte di un team competitivo, spero di essere il prossimo italiano che vince un gran premio, anche se dopo le sfortune degli ultimi GP non voglio fare più pronostici. L'unica cosa che abbiamo provato qui al Mugello, sono le bandelle laterali, non tanto per il tipo quanto per il consumo».

Riccardo è poi partito per Le Mans, di dove, raggiungerà direttamente il Jarama.

«In Spagna - ci ha detto - avrò ancora la macchina di Montecarlo, senza alcuna novità. Per le nuove sospensioni dovremo aspettare il prossimo GP di Francia».

Di più sulla F1 Patrese non dice e allora parliamo ancora di Mugello. Cos'è che non va? Cosa deve cambiare?

«L' "Arrabbiata" per la F1 deve essere rivista, non è certamente sufficiente la via di fuga attuale, specialmente al termine della salita quando la macchina subisce il maggior carico».

Allora, dopo aver sistemato l' «Arrabbiata» il percorso è adatto alla F1?

«Adagio. Questo è quanto si vede chiaramente dalla vettura, ma per un giudizio approfondito definitivo bisogna percorrere curva su curva lentamente e vedere quello che c'è da fare. E poi un'altra cosa importantissima è sostituire l'erba con la sabbia, perché sull'erba, invece di diminuire, si aumenta la velocità».

«Inoltre - precisa Patrese - vorrei si tenesse conto del fatto che questi miei giudizi sono personali e non esprimono il punto di vista della associazione piloti».

Gli sportivi toscani vogliono la F1 sul loro autodromo, certo, ci mancherebbe, ma ormai sono disillusi, né la prova di lunedì scorso ha potuto ridare loro fiducia. Per riconquistarla non esistono segreti o ricette misteriose: alle tante promesse, alle parole, è necessario far seguire i fatti.

© Autosprint - Article added in July 26 2003